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IN
ITALIA
Le esperienze di Fattorie Didattiche o Scuole Fattoria si sono sviluppate
fortemente in Italia negli ultimi 3-4 anni. Le prime esperienze italiane
sono state presentate nel 1997 nell'ambito del primo Meeting Agriscuola
organizzato da Osservatorio Agroambientale con la partecipazione della
Federazione Europea delle City Farms.
Oltre alla rete dell'Osservatorio Agroambientale di Cesena, in quegli
anni sono partite le esperienze promosse dal Consorzio Agriturismo Piemonte
e dal Consorzio Agrituristico Mantovano, e subito dopo dalla Regione Emilia-Romagna,
che nel 1999 ha promosso reti di fattorie didattiche in tutte le province,
e di altri enti.
Da segnalare il progetto "Fattorie Aperte e Fattorie Didattiche"
della Regione Emilia-Romagna, un progetto unico in Italia, per il territorio
interessato (l'intera regione) e per la sinergia tra Enti pubblici e privati.
IL
CENSIMENTO NAZIONALE DELLE FATTORIE DIDATTICHE
Osservatorio Agroambientale ha realizzato nel 2000 il primo censimento
nazionale delle Fattorie Didattiche, finanziato dal Ministero dell'Ambiente,
al fine di fornire un quadro delle iniziative di educazione ambientale
e nutrizionale realizzate da aziende agricole, i cui risultati sono stati
pubblicati nella "Mappa delle Fattorie Didattiche italiane".
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Il censimento, realizzato tramite un'indagine diretta, ha permesso di
censire 276 aziende attive, tra City Farms (tre) e Fattorie
Didattiche, e 9 reti organizzate.
Nei primi mesi del 2002 gli operatori di Osservatorio Agroambientale hanno
aggiornato il censimento nazionale: sono state rilevate 444
aziende attive (con un aumento di circa 170 esperienze rispetto all'ottobre
2000); di queste 203 producono con metodo biologico.
La rilevazione del 2002 evidenzia la presenza di fattorie didattiche in
quasi tutte le regioni del territorio nazionale e l'appartenenza
della maggior parte di esse ad una rete organizzata (soprattutto
nel Nord Italia).
E' nettamente prevalente la presenza di aziende nel Nord Italia,
quasi sempre organizzate nell'ambito di programmi promossi da Enti pubblici
o Consorzi Agrituristici; si registra però un aumento anche delle
aziende che, singolarmente, propongono le loro attività alle scuole.
La Regione Emilia-Romagna registra l'incremento maggiore con l'accreditamento
di 196 fattorie didattiche organizzate in 9 reti provinciali; è
anche l'unica ad avere ufficializzato il nuovo progetto triennale "Fattorie
Aperte e Fattorie Didattiche" con una delibera congiunta degli Assessorati
Agricoltura e Scuola e Formazione professionale.
In Trentino sono 32 le aziende che partecipano, per l'anno
scolastico 2001/2002, al progetto "I giovani agricoltori accolgono
le scuole", promosso da Istituto Agrario di S. Michele all'Adige
e Movimento Giovanile dell'Unione Contadini.
Il Piemonte con 25 fattorie didattiche aderenti al progetto "A
scuola di fattorie" promosso dal Consorzio Agriturismo Piemonte ha
un'esperienza nel settore consolidata da anni.
In Lombardia, oltre al progetto "La campagna per i bambini"
proposto da C.I.A. per la sesta edizione (18 fattorie didattiche
coinvolte), è stato attivato dalla Provincia di Bergamo, il progetto
"Fattorie Didattiche" che ha visto l'adesione di 41 aziende;
vanno inoltre segnalate 14 fattorie didattiche non appartenenti
ad una rete organizzata.
In Veneto prevale la rete dell'Associazione Polesana Coltivatori
Diretti di Rovigo che propone da alcuni anni il progetto "A scuola
in campagna" (19 le aziende aderenti in questo anno
scolastico), ma si registra un numero significativo di esperienze autonome
(16).
La Liguria presenta 2 fattorie didattiche e una city
farm, una cooperativa sociale (Fattoria Biologica del Carpaneto)
promossa con la collaborazione del Comune di La Spezia.
Anche al Centro e al Sud il numero di fattorie che svolgono
attività educative con le scuole è in continua crescita
come proposta diretta delle aziende alle scuole, è però
molto sentita l'esigenza di un supporto e da parte di Enti pubblici o
privati.
Tra le regioni del Centro si distingue per il numero di fattorie
censite il Lazio (18), si tratta di singole aziende molto attive
che "reclamano" supporti nazionali o una rete locale che promuova
il raccordo e il contatto con le scuole.
Sempre nel Centro sono state rilevate esperienze in Abruzzo e Toscana
(9), Marche (7) e Umbria con 5 aziende.
Anche nel Sud si evidenzia un aumento di Fattorie Didattiche in
quasi tutte le regioni: ne sono state censite 13 in Calabria,
7 in Puglia, 6 in Basilicata, 4 in
Campania e 2 in Sicilia.
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N.
Fattorie Didattiche nelle regioni anno 2002
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Regione
|
n°
fattorie didattiche
|
n°
fattorie biologiche
|
| Liguria |
3
|
2
|
| Piemonte |
25
|
8
|
| Lombardia |
73
|
20
|
| Trentino |
32
|
4
|
| Veneto |
35
|
15
|
| Emilia-Romagna |
196
|
100
|
| Toscana |
9
|
3
|
| Umbria |
5
|
5
|
| Marche |
7
|
4
|
| Lazio |
18
|
12
|
| Abruzzo |
9
|
7
|
| Campania |
4
|
3
|
| Basilicata |
6
|
4
|
| Puglia |
7
|
4
|
| Calabria |
13
|
11
|
| Sicilia |
2
|
1
|
| Totale |
444
|
203
|
LE
PROPOSTE EDUCATIVE E I SERVIZI OFFERTI DALLA FATTORIE
Le proposte didattiche sono estremamente ricche e diversificate
e riguardano i principali aspetti delle coltivazioni e degli allevamenti
agricoli, dell'ecologia, dell'ambiente campagna, con una forte caratterizzazione
di laboratori "attivi" per fare insieme il pane, la
pasta, il formaggio; imparare quindi a conoscere e amare quel cibo
che si assume quotidianamente spesso con scarsa attenzione.
Un altro aspetto rivalutato in chiave didattica è la conoscenza
del mondo rurale con le sue tradizioni, i molteplici vecchi mestieri,
la cultura contadina.
Le visite, principalmente di scuole elementari e medie, di norma durano
una mezza giornata o una giornata intera; alcune aziende agrituristiche
propongono anche soggiorni verdi di due-tre giorni o una settimana.
Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi, si registra una grande
variabilità nei percorsi e servizi offerti così sintetizzata:
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I
PERCORSI DIDATTICI PROPOSTI DALLE FATTORIE
(dalla Mappa delle Fattorie Didattiche Italiane edita da Osservatorio
Agroambientale)
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Educazione
agroambientale
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-Il
bosco: conoscenza e leggende
-Flora e fauna selvatica
-Le siepi, le piante secolari
-Marcite e zone umide
-Suoni e odori della campagna
-L'agricoltura biologica
-Gli animali della fattoria
-Le coltivazioni della fattoria nelle stagioni
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Territorio
e civiltà rurale
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-I
vecchi mestieri
-Il museo degli attrezzi della civiltà contadina
-Costruiamo i giochi di una volta
-Ecomuseo e storia dell'agricoltura
-Danze popolari di tradizione contadina |
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Educazione
alimentare
|
-Dai
cereali al pane - Il mais e la polenta
-Il latte e il formaggio
-L'ape e il miele
-Dall'uva al vino
-Le erbe officinali - Il prato nel piatto: le erbe  selvatiche
-Laboratori del gusto
Degustazione e confronti sensoriali:
 frutta, salumi, miele e formaggi
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LE
ESPERIENZE EUROPEE
I precursori delle fattorie d'animazione in Europa sono gli Scandinavi:
Norvegia, Svezia, Danimarca che hanno messo in pratica agli
inizi del '900 le idee di un movimento americano: i Club 4H. Quattro
parole inglesi che iniziano con la lettera H (Head, Health, Heart, Hand)
e riassumono l'obiettivo teso ad uno sviluppo armonico dell'individuo:
la testa, la salute, il cuore, con le mani.
"Imparare facendo" riassume la pedagogia globale; l'equivalente
della nostra pedagogia attiva.
La Germania si interessa a queste problematiche già alla
fine della seconda guerra mondiale. Allo sviluppo dell'urbanizzazione
si accompagna la creazione di "luoghi d'incontro" dei giovani
con gli animali; sono inoltre riservati spazi ai ragazzi per offrire loro
uno spazio di gioco, di libertà, di creatività e d'accoglienza
(Aktivspielplätze).
Nei Paesi Bassi le City Farms si sono sviluppate in modo più
sistematico ed organizzato perché vengono sostenute da una Fondazione
Nazionale, dai Ministeri dell'Agricoltura e degli Affari Culturali e da
numerosi sponsor. L'obiettivo principale è quello di sviluppare
il contatto diretto con animali e piante.
Dal 1970 queste strutture si sviluppano nel Regno Unito da un'idea
un po' differente. L'installazione di City Farms diviene la soluzione
di recupero di luoghi abbandonati, spesso trasformati in discariche nelle
zone urbane periferiche oppure è l'unione di un gruppo di giardini
familiari e di fattorie urbane.
Tra il 1970 e il 1980 esperienze analoghe si sono registrate nel Belgio
Fiammingo e poi Francofono, sulla base di un concetto forte:
mettere in relazione l'Uomo e l'Animale.
Infine in Francia la prima Fattoria Urbana è stata costituita
nel 1974 nella periferia di Lille sull'esempio delle esperienze nordeuropee.
Le varie federazioni o gruppi nazionali si sono raggruppate nel 1990 in
una rete europea, la European Federation of City Farms (EFCF).
Le City Farms propongono soluzioni solidali rispettose dell'essere umano
e dell'ambiente da cui dipendono. Ciascuna può avere una specificità
sia sotto il profilo della struttura, sia dell'accoglienza: terapeutica,
conservativa, inserimento sociale, educazione all'ambiente, ecc
L'ESEMPIO
DELLA FRANCIA
Le fattorie di animazione e didattiche conoscono oggi in Francia un formidabile
sviluppo (se ne contano attualmente circa 1300 organizzate in 18
reti regionali).
Dal 1985 è inoltre attivo il GIFAÈ (Gruppo internazionale
Fattorie d'Animazione e Didattiche), associazione che raggruppa sia city
farms (50) che fattorie didattiche (150).
La "multifunzionalità" del mondo agricolo si traduce
in differenti reti: Le fattorie pedagogiche, Benvenuti in fattoria, Vacanze
in fattoria, Fattorie scoperta, Accoglienza agricola, Scoperta della fattoria,
Fattoria-scuola, Il cammino delle fattorie.
Dal 1992, tre Ministeri (Agricoltura, Ambiente, Giovani e Sport)
decidono di costituire una commissione interministeriale con l'obiettivo
di promuovere lo sviluppo delle fattorie didattiche; più tardi
il Ministero dell'Educazione Nazionale si è aggiunto a questa
commissione nazionale.
Negli ultimi anni è stato istituito un coordinamento nazionale
a Rambouillet, presso la Bergerie Nationale, un Istituto del Ministero
dell'Agricoltura.
| Ogni
anno la Commissione Interministeriale propone una lista di raccomandazioni
su: |
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la pedagogia in fattoria: preparazione della visita, durante
la visita, dopo la visita |
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organizzazione
e sicurezza nelle fattorie didattiche: locali di accoglienza del
pubblico, Macchinari e installazioni agricole, Allevamento, Ristorazione
collettiva, Degustazione dei prodotti, Assicurazioni, Uscite nel quadro
scolastico e non. |
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L'ESPERIENZA
DELLA GRAN BRETAGNA
Nel Regno Unito la Federazione delle City Farms e dei Community Gardens
rappresenta gruppi comunitari che lavorano per il recupero di spazi verdi
attraverso fattorie e giardini. La federazione racchiude progetti molto
diversi: dai piccoli giardini con fauna selvatica ai fondi residenziali
coltivati a frutta e ortaggi, dai giardini della comunità alle grandi
city farms.
Tali progetti, spesso realizzati e gestiti da volontari, si sviluppano
principalmente in aree urbane, ciascuno con caratteristiche diverse a
seconda dell'area in cui si trovano e in risposta ai bisogni della comunità
locale.
Le City Farms e i Community Gardens realizzano attività molto varie:
corsi di formazione, visite di scolaresche, ippoterapia e orto-terapia,
coltivazioni di ortaggi, compostaggio e riciclo di rifiuti, attività
ludiche e sportive, centri estivi e dopo scuola.
Queste realtà, che ricevono annualmente oltre 3 milioni di visitatori
all'anno, valorizzano, sia dal punto di vista economico, che sociale,
le aree in cui sono situate, in quanto permettono la coesistenza di persone
di differenti età, professionalità e culture e favoriscono
la coesione e lo sviluppo della comunità.
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