Per la scuola

"Le idee più preziose sono i metodi"
F. Nietzsche

La fattoria didattica rappresenta un’opportunità per conoscere il territorio nella sua globalità produttiva e culturale, per comprendere il proprio ambiente attraverso la conoscenza e l’esperienza diretta, per favorire il rapporto scuola/realtà locali.
L’interesse dello “strumento” Fattoria risiede nel fatto che offre legami con la dimensione sociale, economica, tecnica, politica, culturale dell’ambiente.

fattorie didatticheUna proposta innovativa che integra le politiche culturali locali con le politiche di innovazione didattica e contenutistica della scuola stessa. Una buona educazione al territorio infatti è estremamente importante e deve partire dalla realtà locale, dal territorio in cui l’istituto scolastico è insediato.
La “Fattoria Didattica” si rivela concretamente un luogo pedagogico vivente, dove convivono tracce di presenza e processi che possono essere osservati ed interpretati nelle molteplici valenza formative che offrono, e l’ambiente è diventato luogo di esplorazione diretta e di esperienza, una educazione al “sapere”.
La fattoria è l’esempio più prossimo di un contesto non chiuso in sé, ma vivo con le sue  relazioni con altri contesti, è l’esempio dei “legami” che intercorrono tra uomo ed ambiente.
Nelle fattorie vengono organizzate per bambini e ragazzi attività che permettono di superare la tradizionale separazione tra obbiettivi cognitivi, comportamentali, sociali, affettivi, emotivi.
Attraverso le attività appositamente programmate, si può vedere, capire, che ogni azione riceve forza e significato ed esito positivo solo all’interno di una molteplicità di altre azioni. Si scopre l’idea di complessità non astrattamente ma attraverso l’esperienza.

La fattoria rappresenta anche l’occasione di un “apprendimento linguistico” in quanto contenitore di parole, suoni, rumori, azioni, saperi conoscenze.
In fattoria le parole, il silenzio assumono significati diversi da quelli che uno attribuisce nella quotidianità. I ragazzi possono scoprire che bellezza e fatica sono strettamente legati, che sole e sapore, gesti e risposte, attenzione e raccolto, vita naturale e vita culturale sono tutte in relazione tra loro allo stesso modo come a scuola sono in relazione attenzione ed apprendimento, impegno personale e conoscenza.

Consigli per la progettazione e gestione delle visite


L’aspetto principale da considerare è che le visite delle scolaresche vengano svolte prioritariamente con un chiaro obiettivo didattico da raggiungere e valorizzate sia dagli agricoltori sia dagli insegnanti.

Prima della visita

Scelta della fattoria didattica
Ogni fattoria didattica propone percorsi e laboratori didattici in base alle caratteristiche fisiche e produttive dell’azienda, alle capacità e alla competenza degli operatori quali luoghi di “studio all’aperto”

Prenotazione
Le classi o i gruppi organizzati devono prenotare la visita direttamente presso la fattoria didattica, concordando la data, i tempi, le attività da svolgere e i costi. Si consiglia di scegliere al massimo 2-3 percorsi didattici in relazione alla durata della visita. E’ opportuno confermare la prenotazione con fax o e-mail per evitare disguidi.

Segnalazioni
Segnalare al responsabile della fattoria la presenza di persone con allergie o intolleranze alimentari (fieno, graminacee, polline, glutine, latticini, ecc.) ed eventuali particolari esigenze in modo da prevenire situazioni di rischio.

Costi
Il contributo per l’accoglienza e i percorsi didattici realizzati varia in relazione alle attività e ai laboratori scelti, al numero degli ospiti, ai tempi e ai modi della visita.

Trasporti
L’organizzazione e il costo del trasporto sono solitamente a carico della scuola. Alcune amministrazioni pubbliche assegnano alle scuole un contributo a copertura delle spese di trasporto.

Periodo
Le uscite possono essere effettuate tutto l’anno. I percorsi didattici varieranno a seconda della stagione e, in caso di maltempo, le attività saranno realizzate al coperto.

In fattoria non solo in primavera …. 4 buone ragioni per una visita in autunno

  1. Aprire l’anno utilizzando un contesto extrascolastico ideale per socializzare “conoscere conoscendoci”.
  2. Riscoprire il ciclo dei cibi più semplici e tipici: dall’ulivo all’olio, dalla vite al vino, la semina del grano
  3. Vivere la campagna in una delle stagioni più ricche e suggestive per sviluppare meglio durante l’anno scolastico il tema della stagionalità.
  4. Acquisire più elementi per ottenere una maggiore continuità didattica

Ospitalità
Nelle fattorie è possibile consumare una merenda al sacco all’aperto o al coperto. Molte aziende forniscono, su prenotazione, una merenda o un pranzo con i prodotti dell’azienda. In alcune è possibile pernottare per settimane verdi.

Abbigliamento e materiali occorrenti
E’ necessario un abbigliamento sportivo e scarpe comode adatti alle attività all’aria aperta e alla stagione; prevedere scarpe di ricambio, cappellino, una borraccia con acqua e merenda e/o pranzo al sacco se non prenotati in azienda.


A fine visita

Valutazione dell’esperienza
L’insegnante è invitato a compilare la scheda di verifica dell’esperienza trascorsa in fattoria e spedirla all’ente territoriale competente degli accreditamenti e delle verifiche.

PER I VISITATORI della rete delle fattorie didattiche di Forlì-Cesena
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Gli indicatori di qualità


Il punto di vista della scuola (a cura di Milena Bertacci – Istituto Regionale Ricerca Educativa)

Integrazione con il POF. Essere parte integrante degli obiettivi della scuola.
Costruzione del progetto e preparazione. Predisposizione di uno specifico percorso e utilizzo di materiali strutturati, documentazione idonea, anche multimediale (contratto di visita, percorsi differenziati per livelli di età, strumenti e guide di promozione…)
Coinvolgimento attivo degli allievi e ricerca insieme. Condivisione del progetto e partecipazione alla sua stesura, i tradizionali ruoli insegnante – allievo lasciano il posto al”ricercare insieme”, gruppo di progetto allargato.
Trasversalità. Approccio sistemico e interdisciplinare.
Didattica attiva/laboratorialità. Far riferimento a metodologie esperienziali e coinvolgenti.
Interculturalità/valorizzazione delle differenze e della civiltà agricola. Pluralismo, sincretismo culturale, metodologia del confronto, ricerca di concordanze, un tendere conoscitivo verso l’altro da sé.
Meta “empatica”: contestualizzazione/attualizzazione. Scelta di un ambiente capace di suggestionare e coinvolgere; revisione del rapporto io –mondo, sé – altri.
Originalità, creatività, complessità. Lo spessore, il valore aggiunto del progetto.
Utilizzo di “testimoni privilegiati”. Mediatori, esperti della vita contadina, testimoni eccellenti, eventi.
Documentazione – ricaduta. Visibilità dei risultati dell’esperienza e ricaduta individuale, sociale, modifica degli stili cognitivi, relazionali, comportamentali.

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